| Calcio...d'inizio. Vendetta e furto secondo Trefoloni |
|
|
|
| Scritto da Fabio Elemento |
| Lunedì 30 Novembre 2009 22:35 |
Anche in occasione della rubrica del lunedi il protagonista assoluto è sempre lui, Trefoloni. Parlare di vendetta in relazione all'arbitro suddetto non è affatto illegittimo, poichè Trefoloni fu uno dei protagonisti di "Calciopoli" e fu messo sotto torchio dai giudici napoletani. La vendetta è un piatto che va servito freddo, si dice.
Ed infatti è stata fredda, anzi ghiacciata, la doccia che hanno dovuto subire all'85' i tifosi azzurri. Se la vendetta è il risentimento nei confronti di coloro che vengono ritenuti autori di torti subiti, allora Trefoloni non ha nulla da rimproverarsi. La maglia azzurra evoca in lui ricordi tutt'altro che remoti fatti di toghe e aule di tribunale. I benpensanti forse crederanno nella buona fede dell'arbitro, noi, che siamo vaccinati con almeno 15-20 anni di calcio, sappiamo che nel calcio la sudditanza psicologica e il condizionamento sono costanti. Inoltre, Trefoloni oltre a vendicarsi ha anche commesso un furto. Se è vero che per il diritto il furto è " l'iimpossessamento indebito di un bene di propietà altrui, Trefoloni è un ladro. Il bene in questione è aleatorio, infatti si tratta di punti in classifica che per loro natura risentono proprio come i dadi (è questo il significato del termine aleatorio) del caso e di infinite combinazioni contigenti. Ma questo bene aleatorio era stato GUADAGNATO dal Napoli e nulla faceva pensare che il Parma potesse strappare dalle mani del Napoli 2 punti. Nel calcio si parla di furto e rapina per indicare metaforicamente un risultato particolarmente ingiusto. Qui invece siamo dinanzi ad un vero e proprio reato sportivo. I 2 punti non saranno certamente riconsegnati al Napoli, quindi Trefoloni ha vinto la sua battaglia.
Bene ha fatto De Laurentiis a farsi sentire, perchè vendetta chiama vendetta e nonostante non sia in nostro potere influire sulla carriera arbitrale di Trefoloni, è dovere di una società di calcio non subire passivamente dei torti grossi quanto una casa. |
";
urchinTracker();
Powered by Joomla!. Designed by: Free Joomla Template, m6.net reviews. Valid XHTML and CSS.



Anche in occasione della rubrica del lunedi il protagonista assoluto è sempre lui, Trefoloni. Parlare di vendetta in relazione all'arbitro suddetto non è affatto illegittimo, poichè Trefoloni fu uno dei protagonisti di "Calciopoli" e fu messo sotto torchio dai giudici napoletani. La vendetta è un piatto che va servito freddo, si dice.
Ed infatti è stata fredda, anzi ghiacciata, la doccia che hanno dovuto subire all'85' i tifosi azzurri. Se la vendetta è il risentimento nei confronti di coloro che vengono ritenuti autori di torti subiti, allora Trefoloni non ha nulla da rimproverarsi. La maglia azzurra evoca in lui ricordi tutt'altro che remoti fatti di toghe e aule di tribunale. I benpensanti forse crederanno nella buona fede dell'arbitro, noi, che siamo vaccinati con almeno 15-20 anni di calcio, sappiamo che nel calcio la sudditanza psicologica e il condizionamento sono costanti. Inoltre, Trefoloni oltre a vendicarsi ha anche commesso un furto. Se è vero che per il diritto il furto è " l'iimpossessamento indebito di un bene di propietà altrui, Trefoloni è un ladro. Il bene in questione è aleatorio, infatti si tratta di punti in classifica che per loro natura risentono proprio come i dadi (è questo il significato del termine aleatorio) del caso e di infinite combinazioni contigenti. Ma questo bene aleatorio era stato GUADAGNATO dal Napoli e nulla faceva pensare che il Parma potesse strappare dalle mani del Napoli 2 punti. Nel calcio si parla di furto e rapina per indicare metaforicamente un risultato particolarmente ingiusto. Qui invece siamo dinanzi ad un vero e proprio reato sportivo. I 2 punti non saranno certamente riconsegnati al Napoli, quindi Trefoloni ha vinto la sua battaglia.